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Intervista al Presidente dei Giornalisti pugliesi Dottor Michele Partipilo.

 

·       Presidente Partipilo, di Padre Pio si è scritto molto e si continua a scrivere molto. Perché ritiene che continui a fare “notizia”?

Per una ragione molto semplice, Padre Pio nelle prese di posizioni ed in tutte le manifestazioni è sempre molto netto e preciso: da una parte il bene dall’altra il male. Egli propone una visione non troppo problematica della Fede, e questo è in contro tendenza rispetto ai nostri tempi. C’è la convinzione che bisogna sempre tenere molto conto del contesto, una tendenza alla relativizzazione che esclude delle prese di posizione molto nette. In questo senso Padre Pio va controcorrente ogni sua parola ogni suo gesto è letteralmente portato a fare notizia.

 ·       Che tipo di apporto la carta stampata e i media in generale, hanno fornito alla popolarità di Padre Pio?

 I media si sono letteralmente impossessati della figura di Padre Pio, figura estremamente mediatica. Le sue azioni, le sue opere e i suoi miracoli riuscivano sempre ad ottenere sempre una grande curiosità ed un grande interesse da parte del pubblico e dei lettori.

Molti giornali hanno descritto questa figura analizzandola in tutte le possibili sfaccettature dedicando sempre molto rilievo e molto spazio alle vicende che riguardavano i rapporti con la Santa Sede, con i suoi superiori e con i suoi fedeli. Si era addirittura arrivati ad inscenare manifestazioni di piazza perché Padre Pio non venisse allontanato dal convento di San Giovanni Rotondo, aspetti “politici” abbastanza rilevanti. Padre Pio non ha gradito molto questa attenzione della stampa nei suoi confronti, i giornalisti li ha trattati sempre duramente anche perché probabilmente sapeva che un conto è la realtà dei fatti, un conto sono questi fatti raccontati sui giornali. Un altro fatto che ha reso Padre Pio una figura molto mediatica stava nel fatto che avesse una ascendenza su molta gente di spettacolo e molti vip. E chiaramente i giornali per seguire questa gente necessariamente seguivano Padre Pio

 ·       Presidente Partipilo, in un suo editoriale pubblicato sulla “Gazzetta del Mezzogiorno” ha scritto che “il fascino di Padre Pio sta nella sua proposta veicolata attraverso un linguaggio semplice e chiaro”. Ritiene che per i giornalisti questo possa essere un buon precetto?

 Sicuramente si, anche se diventa sempre più difficile in una realtà dove si tende a raccontare le cose in una maniera poco da cornisti e molto da romanzieri, poco reale e molto vicino a quello che piacerebbe che fosse. Oggi diventa difficile avere la stessa “chiarezza” che ha avuto Padre Pio in tutta la sua attività.

 ·       A molti il fenomeno commerciale che si è creato attorno alla figura di Padre Pio non piace. Che tipo di soluzione la stampa potrebbe proporre per questa vicenda?

 Vivendo in una società capitalistica dove è il mercato quello che conta, e considerando che Padre Pio attira sette milioni di pellegrini in Puglia ponendo San Giovanni Rotondo ai vertici delle classifiche dei santuari, il fenomeno commerciale e’ inevitabile.

Il problema è quello di riuscire a mantenere il tutto nell’alveo della correttezza e di un certo decoro per non farlo tracimare in un fenomeno di speculazione. A guardare la storia oggi accade quello che è accaduto nel passato, in tutti i grandi santuari giravano molti soldi perché bisognava dar da mangiare e dar ricovero. Si erano create delle “vie di pellegrinaggio” strade obbligate per i pellegrini per raggiungere i grandi centri della cristianità.

Da sempre il pellegrinaggio ha provocato ha indotto ed un movimento economico che diventa tanto più evidente quanto più numerosi sono i fedeli.

Se si dovesse arrivare ad allargare la pista dell’aeroporto di Foggia per consentire l’arrivo di charter con i pellegrini, avremmo una ulteriore conferma.

·       Padre Pio è legato al Gargano “terra di una sacralità forte” e di una “pietra rossa”. Come giudica questo rapporto privilegiato con la Puglia?

Posso dire che Padre Pio da un punto di vista materiale è arrivato per caso, si è trovato in Puglia per un “incidente” era venuto per farsi curare aveva bisogno dell’aria buona di San Giovanni Rotondo. In realtà non si è mai voluto allontanare fino alla fine dei suoi giorni. Quando ha affrontato questa tematica nei suoi scritti, lo ha posto come un segno di predestinazione a dover svolgere la sua missione da un luogo che dista pochissimi da un altro grande posto della cristianità che è il santuario di Monte Sant’Angelo.

·       Tutto lo “star-system” si occupa di Padre Pio. Questo contrasto tra la personalità schiva del Santo e questa voglia di esteriorità, che tipo di sensazioni ritiene che provochino nell’ immaginario collettivo?

 Sono convinto che la personalità schietta di Padre Pio conferisca una presa enorme su gente che ogni giorno è alle prese con mille compromessi e a cercare mille vie di fuga. Esiste una esigenza di sentirsi dire con durezza e chiarezza come stanno le cose. È quello che Padre Pio ha sempre fatto, non dimentichiamo che ha rifiutato la confessione a molte persone potenti compiendo un gesto di grande forza e di estremo coraggio. Gesto che assume un grande fascino e conquista gli animi di quelle persone che sono alla ricerca di un senso della vita.

·       Padre Pio non aveva un buon rapporto con la stampa. In un ipotetico messaggio come pensa che si potrebbe oggi “ricucire” questa situazione?

Credo che oggi non si possa ricucire. I giornalisti hanno trattato sempre peggio Padre Pio, nel senso che si continua a privilegiare il senso spettacolare del Santo. Sono pochissimi i colleghi che trattano Padre Pio sotto un profilo squisitamente di Fede e di rispetto. È un rapporto compromesso in partenza e che andrà sempre peggiorando. Si accentueranno sempre maggiormente gli aspetti spettacolari, tramutando l’opera e la vita di Padre Pio in uno spettacolo.

 

Di Giuseppe Dimiccoli