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" IL PASTICCERE SCULTORE"

 Anche Fidia, il più celebre degli scultori della Antica Grecia si complimenterebbe con il "pasticcere scultore" Nicola Lanotte, e se proprio non ci credete venite a Barletta a visitare la " Premiata Pasticceria Lanotte ".

La grande ed unica perizia di Nicola risiede nel fatto che le sue "sculture" le plasma solo ed esclusivamente con lo zucchero.

Siamo andati a visitarlo nel suo laboratorio, ci ha accolto con la classe di chi ha tanta voglia di non apparire.

Abbiamo ammirato il Castel del Monte, la Cattedrale di Trani, la Torre di Pisa, la Basilica di San Pietro, le Tre Caravelle e tanti altri monumenti nazionali ed esteri, "tutti rigorosamente costruiti in zucchero e colorati con coloranti naturali".

Ma, quello che ci ha maggiormente colpito è stato l'amore con cui Nicola ci ha raccontato la storia di questi "pezzi". Una storia di grande passione e attenzione per il proprio lavoro, testimoniata dall'enorme quantità di attestati di riconoscenza per la sua "arte pasticcera" collezionati in incontri in Italia ed all'estero.

" Mio padre era contadino e ho iniziato come garzone quando avevo nove anni, ora che ne ho sessantacinque ho sempre la voglia di creare e di imparare ", queste sono state le pochissime parole di Nicola che ci ha detto mentre farciva "panettoni artigianali", e, sua moglie Amalia sottovoce ci ha assicurato che per costruire questi "gioielli artigianali" e praticamente impossibile quantificare il tempo di realizzazione " ci vogliono mesi e anni… ma poi ci riesce sempre".

Il cruccio di Nicola è quello che nell'arco di tutti questi anni non ha creato un discepolo che superasse il maestro per tramandare questa arte, ma il suo volto si infervora quando ci ha confidato che coltiva il sogno che " si crei un museo dello zucchero dove potrei donare queste mie creazioni per farle ammirare e magari quando sarò in pensione insegnare ai giovani pasticceri".

Crediamo che l'idea sia ottima, senza dubbio originale e facciamo il tifo acchè si concretizzi.

Oltre a tramandare una arte che tra qualche anno non avrà più nemmeno l'ombra, servirà anche a rendere "dolci" tutti i numerosissimi visitatori.

 

Giuseppe Dimiccoli

NOVEMBRE 2002