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La signora Mena è una giovane mamma dolce e premurosa confortata dai suoi angioletti Michele e Francesca. Assieme a loro porta avanti una vita segnata inesorabilmente e per sempre dalla terribile disgrazia di suo marito Tommaso, agente scelto della "Polstrada", morto eroicamente in servizio l'8 luglio di due anni fa.

Proprio il giorno del compelanno del piccolo e forte Michele.

Una famiglia distrutta e affranta dal dolore, che con coraggio e con quella dose di attaccamento cristiano alla vita, continua ad andare avanti forte della speranza e della volontà di dover continuare a vivere.

Quando a Barletta, durante le celebrazioni della festa della Polizia, abbiamo visto la cara Mena scortata dai suoi due angioletti passeggiare, visitare e sorridere a tantissimi poliziotti in divisa, abbiamo immediatamente capito che quella famiglia era diversa dalle tantissime presenti che interessate si aggiravano per conoscere i segreti della Polizia.

Uno strettissimo vincolo di solidarietà e di sincera amicizia si materializzava e continuava a vivere.

Questa famiglia, teneramente "abbracciata" dalle "coccole" di tanti poliziotti nelle uniformi più diverse, ci ha dimostrato inequivocabilmente lo straordinario rapporto che lega i famigliari dei poliziotti alla Istituzione della Polizia stessa.

A seguito di questo non comune "quadretto", per chi in passato aveva conosciuto i momenti dolorosi dell'incidente, non è stato affatto difficile incontrare Mena per una "amabile chiacchierata".

Mena, dopo "aver portato Francesca a danza", con sua sorella Roberta ci ha incontrato in un luogo familiare ed accogliente.

Per abbattere il muro delle emozioni di un incontro alquanto particolare, subito abbiamo chiesto a Mena che sensazioni avesse provato durante la festa della Polizia denominata "vicino alla gente".

Mena con candore e senso materno ci ha detto che " i colleghi di Tommaso sono come dei fratelli, ci hanno sempre sostenuto e dato coraggio".

Come in un caleidoscopio della memoria Mena ha ricordato "il memorial calcistico e il progetto di sicurezza stradale intestato a Tommaso".

 Ma, il suo volto si è infervorato di soddisfazione quando ha ripercorso con il cuore e la mente la "bella cerimonia dal Presidente Campi della medaglia d'oro al valor civile" e, ancor con maggior affezione e gratitudine - tipica di chi ha la capacità di apprezzare questi nobili sentimenti - ha sottolineato la straordinaria vicinanza "anche a distanza di due anni di tutti i colleghi e superiori che costantemente dimostrano a me e ai miei figli".

Avendo capito che parlavamo con una donna forte e sensibile, le abbiamo chiesto - in virtù della sua triste esperienza personale - che tipo di pensiero intendesse dedicare ai familiari dei poliziotti caduti in servizio.

Mena, con la voce incrinata, ci ha sussurrato " è vero, muori dentro, ma ci sono i ricordi e i figli che ti aiutano ad andare avanti. Michele non parla spesso di suo padre ma Francesca mi ha detto che vuole diventare comandante del reparto a cavallo."

Gli sguardi iniziavano a contarsi più delle parole e altri racconti avrebbero rovinato tutto.

Francesca ha "finito di danzare", e Mena ha la vita della sua famiglia da portare avanti proprio come "piaceva a Tommaso".

Giuseppe Dimiccoli.