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Intervista Presidente Accademia della Crusca

 

Se ci fosse uno specifico reato contro la lingua italiana e fosse commesso durante una amabile conversazione con Francesco Sabatini, presidente della Accademia della Crusca, a dir poco si rischierebbe l'ergastolo. In realta' il Professor Sabatini e' un accademico di grande stile e signorilita', mai incline a far pesare il suo ruolo.

 Presidente Sabatini la fondazione della Accademia della Crusca risale al 1582, epoca in cui
Internet non era assolutamente immaginabile. Essendo dotati di un sito internet e partendo  a questa storica tradizione, a livello comunicativo cosa intendete veicolare?

Internet e' uno strumento di divulgazione globale, ed e' per questo che abbiamo la nostra "Accademia virtuale" all'indirizzo www.accademiadellacrusca.it . Con questo sito intendiamo sviluppare la nostra strategia in tre direzioni: rendere accessibile l’immenso patrimonio di dati, di informazione e della storia della Accademia mettendo a disposizione degli utenti l'evoluzione che si e' avuta durante il tempo; immettere i dati di tutti progetti incorso quindi rendere accessibile gratuitamente ai vari progetti di documentazione e di ricerca; offrire un servizio di consulenza in senso lato, nei limiti del possibile, offrendo risposte a quesiti e richieste di informazioni sull’evoluzione dell’italiano.

 In pratica intendete instaurare un filo diretto?

Per quanto ci sarà possibile direi di si, chiaramente non abbiamo la pretesa di rispondere a chiunque ci ponga una domanda, ma per certo daremo risposte e renderemo note tutte le attività svolte al fine di chiarire i problemi di evoluzione dell’italiano contaminato dall’apporto di elementi esterni.

Come cambia la lingua italiana in questo momento storico?

Questa domanda necessita di una risposta ampia ed articolata. Direi che negli ultimi cento anni l’italiano ha subito un processo di snellimento e di semplificazione di notevole fluidità e disponibilità per la comunicazione orale, aspetto che prima non accadeva. In realtà la nostra era un lingua prevalentemente scritta, successivamente si è arrivati ad una lingua più vivace e libera quindi maggiormente contaminabile da fattori esterni.

 Questa “infezione” da quali fattori esterni viene attentata?

Principalmente dai nuovi termini di carattere scientifico, politico e di costume.

Come si difende la lingua da queste “insidie”?

Con naturalezza, bisogna saper gestire nel migliore dei modi le varie situazioni. Bisogna in parte assimilare ed in parte modificare sempre nel rispetto della grande tradizione che abbiamo.

Presidente Sabatini, lei parla spesso di "coscienza linguistica nazionale". Come si sviluppa questo sentimento?

Dal vivere e rispettare le Istituzioni, curando i rapporti della vita civile, dalla conoscenza del nostro passato e della nostra storia. La storia e' componente fondamentale perché chiarisce come ci siamo formati e che la lingua italiana si e' formata non per volere di un potere politico ma per affermazione di una tradizione letteraria e di una cultura che ha conquistato le classi egemoni della comunità italiana, imponendo l’italiano come lingua di cultura non voluta dalle armi o da forze politiche. Questo mi sembra fondamentale.

Quali lacune legge in questo percorso storico?

 La lingua italiana non deve essere solo di cultura perché altrimenti risulta troppo debole come per quanto riguarda la diffusione all’estero. La lingua italiana deve avere e rispettare che esaltino l'apprendimento da parte di stranieri non dimenticando che la nostra tradizione e' quella di un paese fondante a livello politico, economico e geopolitico al centro del Mediterraneo incrocio di tanti popoli. Questo ben rappresenta una posizione di rilievo nel mondo

 Da parte di chi produce informazione la lingua italiana non è sempre rispettata canonicamente. Che tipo di consiglio offre per migliorare questo aspetto?

 Chi professionalmente fa comunicazione è chiaro che deve avere conoscenze forti e salde che si acquisiscono attraverso i libri di grammatica, i dizionari, e lettura diretta delle opere. Direi che uno studio di linguistica che spieghi i fenomeni evolutivi le tendenze nuove. Chi e' giornalista deve assolutamente studiare linguistica e la storia della lingua italiana.

 di Giuseppe Dimiccoli 

giuseppedimiccoli@katamail.com