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E io tenevo ‘na vocia

  Gennaro Agrillo


                                                                Cose compiute non si discutono,
                                                                cose invalse  non si riprovano,
                                                                cose passate non si censurano.
                                                                                                                            (Confucio -Libro 2, Cap. 3, 61)

    L'idea di raccogliere i miei "pensieri" è iniziata a frullarmi in testa qualche giorno, anzi qualche sera fa. Ma la cosa mi è subito parsa difficile, poichè molti di questi sono "canzoni" in inglese e tradurli in italiano o in Napoletano è un'impresa ardua.
Non dico che il mio modo di suonare o di cantare sia qualche cosa di assolutamente particolare. So bene che la mia voce non è delle più carezzevoli, perchè io stesso non voglio che lo sia.
 

Per sempre la mia città andrà con il tempo
e per sempre le mie canzoni andranno con la mia città.
Per sempre potrete vedere gli Oceani
infrangersi sulla scogliera.
Per sempre potrete vedere il tramonto.
-Oregon West Coast-
Gennaro Agrillo

Mi piacerebbe addormentarmi tra le tue braccia
Vecchio Golfo di Napoli.
Mi piacerebbe toccare le tue acque
Caro Golfo di Napoli.
Mi piacerebbe andare con te
verso l'Oceano.

Vecchio Golfo di Napoli nel tramonto,
la luce del sole ti ha dato la vita.
Quando la luna sorgerà
lascia che mi addormenti tra le tue braccia.

Mi piacerebbe vivere con te
Calda Terra del Sud.
Mi piacerebbe sentire il tuo calore
Vecchia Terra del Sud.
Mi piacerebbe andare con te
verso le Montagne.

Calda Terra del Sud nel tramonto,
la luce del sole ti ha dato la vita.
Quando la luna sorgerà
lascia che io viva con te.
-Oregon West Coast-
1980

Dummeneca 'e Dicembre.
'O friddo 'e miezo 'a via è troppo assaie.
'Nchiuso adinto senza niente 'a fa'
aggio pigliato 'a penna e aggio accummenciato a scrivere.
'Na canzona allera ma malinconica me vulesse da' alleria
ma nun ce riesce.
E' strano,
nun 'o saccio defini' manco io
'stu stato d'animo mio dinto a 'stu mumento.
M'aggio appicciato 'na sigaretta ...
... nun l'aggio appicciata buono.
Aggio guardato pe' 'nu mumento chesta cumpagna mia
'e 'stu mumento e aggio pensato:
"Ce sta quacche cosa ca abbrucia comme a essa e
che dura poco pure?".
Sto' sentenno 'nu disco. Sta sunanno 'na canzona
ca tene 'nu titolo ca me piace: "Into the darkness"
(Adinto 'o scuro).
'A musica sona forte ma nun è assordante.
'Nu pianefforte sta sunanno e annanze all'uocchie
pare ca veco 'na faccella 'e 'na guagliona bionda,
'na varca a vela
e 'nu sole ca tramonta.
Ma è già tramuntato, già se n'è sciso e mo 'a notte
guarda 'sta città.
'A sigaretta è fernuta e l'aggio stutata.
E' fernuto pure 'o disco, 'o primmo lato; 'o giro.
'A musica accummencia a suna' 'n'ata vota.
'A serata è appenna accummenciata
e chi 'o sape comme fernarrà.
Gennaro Agrillo
1983

Rimasi meravigliato quando vidi Mergellina
(Spiaggia d'oro)
terra bagnata dal Golfo.
Rimasi meravigliato quando vidi Mergellina
accogliere Suo figlio.
Mergellina è qui,
ad Ovest del Sud.
Mergellina è qui,
a Nord della Costa Ovest.

Il sole splende nel cielo
e la Costa Ovest è una fornace.
L'uomo del distributore di benzina
è sdraiato all'ombra di un camion
con la sua fedele bottiglia di birra scura
e sogna l'estate precedente.
Costa Ovest Meridionale: terra arsa dal sole.
Costa Ovest Meridionale: oggi non piove!
La luna brilla nella notte
e la Costa Ovest è una terra sconosciuta.
L'uomo del bar ascolta alla radio
l'incontro di calcio
mentre un uomo, bevendo il suo whiskey,
sogna la primavera.
Costa Ovest Meridionale: terra arsa dal sole.
Costa Ovest Meridionale: oggi non piove!

E il ragazzo compose una canzone per un giorno,
ed il giorno volava sulle cime di quelle montagne.
E il ragazzo volava sulle cime delle case,
e la madre gli diceva: "Diventerai qualcuno!"
E la sua chitarra cantava per un giorno, ed il giorno volava.
E il ragazzo scriveva per un giorno, ed il giorno volava.
E il ragazzo volava sulle cime delle case,
e la madre gli diceva: "Diventerai qualcuno!"
Forse il giorno lo ascoltava.
Forse la sua ragazza lo ascoltava.
Forse il ragazzo ascoltava la sua città.
Forse la città ascoltava il mare.
E il ragazzo volava sulle cime delle case,
e la madre gli diceva: "Diventerai qualcuno!"
-Oregon West Coast-
1978/1980

Tutt' 'e poeti 'a cantano c' 'o sole.
E chi l'ha maje cantata cu 'sta pioggia?
Forse nisciuno, forse qualcheduno.
Napule sotto 'a pioggia è triste.
Pe' dinto 'a Villa
nun ce sta nisciuno;
pe' 'ncopp'all'alberi
manco l'aucielli
siente 'e canta'.
Tutto è silenzio.
'Na sola cosa siente:
l'acqua che cade
e niente cchiù.

Gennaro Agrillo
31.3.1977/1.4.1977

E io tenevo 'na vocia.
No 'na vocia putente e lirica,
ma 'na vocia sufficiente
pe' pute' canta'
'e canzone ca piacevano
a me.
M'abbastava chella vocia,
che, cu 'a chitarra mia,
'a sera,
'nchiuso dinto 'a stanza,
'ncopp' 'o lietto,
cantava canzone allere
e appassiunate.
'A tengo ancora 'a chitarra
c'accumpagnava chella vocia
ca era sufficiente
pe' pute' canta'
'e canzone ca piacevano
a me.

Gennaro Agrillo
24.3.87
16:25

Il viaggio per conoscere la mia Terra è molto lungo e la mia valigia sarà carica di Storia.
Non partirò subito, ma la preparerò da adesso.
Sarà sufficiente portare quel poco che ho, la strada sarà bellissima.
Prima di partire dirò a mio padre: "Vado; ma al mio ritorno saprò di più!".
Piangerà per un po', ma poi, spero, sarà felice sentendosi per una volta orgoglioso di me.
Preparandomi per il viaggio penserò alla mia città; non la vedrò per un bel po', ma Lei si ricorderà di me, sapendo che un giorno la conoscerò bene.

-Oregon West Coast-
1980

'Nu nomme ca vo' dicere tanta cose:
ammore, vase, passione, suspiri.
Me so' truvato
dinto a 'nu munno 'e suonni doci
e sereni
guardannote dinto all'uocchie.
E quanto è bello
quann' io pronuncio 'stu nomme
dinto a 'na notte
cu' 'na luna lucente
e 'nu cielo stellato,
cu' l'uocchie 'nchiusi
pensannote.

Gennaro Agrillo
1977


I giochi dell'Oceano sono molti
ed ognuno nell'Ovest li conosce.
"Daccordo ragazzo: tua madre ti disse di andare".
E mentre la luna era alta nel cielo
e l'Oceano una tavola,
ti innamorasti
di una ragazza che frequentava la tua scuola.
Sul suono della tua Città
nacque il tuo primo sogno:
un sogno che non poteva finire;
un sogno che finì troppo presto.
Qui le baie sono molte
ed ognuno nell'Ovest le conosce.
"Contale: saprai quante sono
le poesie".
E mentre il sole splendeva nel cielo
e l'Oceano era uno specchio,
continuasti ad amare
una ragazza
che frequentava la tua scuola.

-Oregon West Coast-
1979

Quando vado in Olanda sono felice.
Quando vado ad Amsterdam sono felice.
Quando vado in quel Paese incontro una ragazza.
Il suo nome è Annamaria
ha i capelli biondi,
ha un bel corpo,
è una bella ragazza.

Annamaria è una studentessa, in una scuola del centro.
Ha sui suoi capelli un fiore, un fiore Blu.
E quando la incontro le dico: "Ciao Annamaria!".
Il suo nome è Annamaria
ha i capelli biondi,
ha un bel corpo,
è una bella ragazza.

Gennaro Agrillo
-Oregon West Coast-
1978


Nonostante tutto lì eh?
Sempre. Ogni sera, ogni notte.
Sempre a farmi compagnia.
Ma non crediate di far sempre così!
La mia luna, la mia stella
sono sempre lì a guardarmi.
Ma non crediate di far sempre così!
Non si sà!
Chissà se Qualcuno crede di sì!

Gennaro Agrillo
-Oregon West Coast-
1978

Lasciai la mia città che ero giovane,
il terrore faceva da padrona di casa.
Ognuno cercava di difendersi
ma la morte era dovunque.
Vento che vai nel Sud
di' alla mia città che sto tornando.
Sud tu che vedi il vento
di' alla mia città che sono vivo.
'On Giuvanni ci diceva che la pace era bella:
la vide quando il sole era splendente.
Un giorno gridò: "Non voglio essere sottomesso!"
'On Giuvanni ora è morto.
Vento che vai nel Sud
di' alla mia città che sto tornando.
Sud tu che vedi il vento
di' alla mia città che sono vivo.
Fuggii con i miei amici
ma furono uccisi dalla camorra.
Sono l'unico superstite dell'eccidio
ma ora sto tornando.
Vento che vai nel Sud
di' alla mia città che sto tornando.
Sud tu che vedi il vento
di' alla mia città che sono vivo.

-Oregon West Coast-
1979

Ascoltando musica, leggendo libri, a volte penso che la mia meta è vicina, ma so benissimo che è lontana e sperare che sia facile da raggiungere è utopistico.
Mario Priante continua a ripetermi che basta volerla una cosa. Ma non sono un tipo che pretende.
Di certo dopo nove esperienze negative (consecutive) ci si sente distrutti, ma appunto il fatto di sentirsi a terra ti fa capire che sei vivo e che un giorno la meta sarà raggiunta.
Per nove volte ho sentito la terra mancare sotto i miei piedi, ma per nove volte ho ripreso il mio cammino, il mio viaggio, la mia avventura che un giorno mi condurrà alla meta.
E proprio quel giorno le onde del Golfo emetteranno non il tonfo dell'infrangersi contro la scogliera ma canti di gioia che mi saluteranno insieme al volo dei gabbiani ed al tintinnio degli alberi delle barche che con le loro vele si inchineranno dicendomi: "Fratello, siamo con te!"

Gennaro Agrillo
27.1.1983
22:50

Per sempre il mare vedrà la spiaggia,
le onde verranno dall'orizzonte.
E tu sorridi verso un giorno
con una speranza.
Laura, sulle ali delle poesie, sei tu.
Laura, sulle poesie del mare, sei tu.
"Piccolo Volto" sulle ali del giorno
per favore non guardarmi
per poter vedere i miei occhi sfuggire al tuo sguardo.
Laura, sulle ali delle poesie, sei tu.
Laura, sulle poesie del mare, sei tu.

Introducetemi nei sogni canti di un tempo.
Se esiste ancora l'amore fatemi sognare.
Ora ho il tempo di piangere, fatemi sognare.
Se un tempo l'amavo, ora l'amo di più.
Può il sole illuminare i cuori
di coloro che dicono di non amare?
Può il mare bagnare gli occhi
di chi ti ama?
Canti di un tempo, introducetemi nei sogni.
Introducetemi nei sogni canti di un tempo.
La mia chitarra vi parla, come lo hanno sempre fatto
le chitarre di questa città, fatemi sognare.
Se un tempo l'amavo, ora l'amo di più.

-Oregon West Coast-
Gennaro Agrillo
1980

Le montagne ti accoglieranno, mostrandoti i loro segreti.
Vedrai i verdi pascoli dove scorrono i fiumi.
Berrai l'acqua dei nostri Appennini.
Vedrai il sole illuminare le vette.
I "Grandi Laghi" sono lontani,
ma troverai un laghetto.
Contemplando il cielo vedrai l'aquila volare
stendendo le ali al vento.
Ascolterai il suo canto di gioia.
Avrai voglia di volare,
dormi, sarai con lei.
Avrai voglia di cantare,
ascolta il vento lo farai con lui.
Avrai voglia di gridare la tua felicità,
ascolta i fiumi, gioiranno con te.
Avrai voglia di danzare,
fallo, qui tutto è musica.

-Oregon West Coast-
Gennaro Agrillo
1980
6.10.1983 

Sono quasi le undici di sera. Mentre cercavo tra giornali, appunti (tutte scartoffie), ho trovato una mia "autobiografia" risalente a cinque anni or sono.

-Don Gennaro "sfurtunato"-

Don Gennaro "sfurtunato"
è guaglione minorenne
ma cu a capa è maggiorenne
(e de chesto nun se pò dubbita').
'A quindici anni 'a chesta parte
'on Gennaro fa 'a vita soja:
passa 'e juorne, 'e matine e 'e notte
a cunta' 'e sfurtune soje.
Sia nel gioco e nell'amore
'on Gennaro è sfurtunato:
joca a carte e perde;
beve vino, ed anche molto;
'a sfurtuna po' cu' 'e femmene,
s'ha da dicere è pure troppa
(ma fino 'e mò nun è ancora muorto!).
Tutte 'e femmene l'hanno respinto
(chi sa po' pe' qua' ragione?),
ma isso senza batter ciglio
s'arritira buono buono.
Ogni tanto tenta 'a ciorta:
quase sempe, tutte 'e juorne.
C'amm' 'a fa' si le va storta?
Isso nun se ne 'mporta.
Dice sempe:
"Aggia 'ngarra' cu' essa."
Ma chi sape si chest'essa
è na femmena
o 'a furtuna?
Saccio sulo una cosa:
'on Gennaro nun n'ha maje 'ngarrata una.

Gennaro Agrillo
3.7.1978
23:05

P.S.: "Comincio con lo schernire me, e poi, a distanza, vengono gli altri"
(Libero Bovio)
6.10.1983

Sono felice, chissà poi perchè, e vorrei, molto umilmente, fare mie due poesie di Salvatore Amato.

-Cuntentezza-

Stasera sto' 'mbriaco 'e cuntentezza,
tengo genio 'e canta' 'nfino a dimane!
Stu core quase schiatta p' 'allerezza,
sempe cchiù forte sbatte sotto 'a mana.

Voglio canta' pecchè mò so' cuntento,
che me ne 'mporta si se sceta 'a gente.
Sbraitasse pure, tanto nun ce sento,
songo felice e nun capisco niente.

Si pure tengo 'a vocia malamente,
chesta canzona mia comm' è 'na vela
corre c' 'o viento; corre alleramente ...
Se sguazzarea stu core dint' 'o mele.


-Scrivo pe' me-

Scrivo pe' me, nun scrivo pe' nisciuno
pecchè nisciuno se ne 'mporta 'e me!
I' si conto 'nu fatto a qualcheduno
chillo se scoccia e nun 'o vo' sape'.

Allora c'aggia fa', me schiatto 'ncuorpo?
e nun è giusto, i' pure aggia sfuga'!
Pe' nun me senti' di' ca so' 'nu purpo
sulo cu 'a penna m'aggio cunfessa'!

E stongo 'n'ata vota ccà, jettato 'ncopp' 'o lietto, miezo stunato. Adoppo 'nu bicchiere 'e vino 'e cchiù e doppo 'na sigaretta, penzanno a 'n amico felice e a chesta vita mia.
Jesco 'a matina pe' ghi' a fatica' e po' torno 'a casa. E chesto tutt' 'e juorne. Ma nun me dispiace, anzi. Stongo otto ore senza penza'.
Me vulevo fa' 'nu bicchiere 'e liquore, ma po' aggio penzato: "Già stongo stunato. Meglio ca no."
E songo venuto a me jetta' 'ncoppo 'o lietto. Lietto, lietto quanta vote t'aggio cuntato tutt' 'e penziere mie; quanta vote m'hê visto chiagnere; quanta notte aggio lassato 'nu poco 'e spazio pe' ...
Lietto, amico 'e tutt' 'e notte; amico 'e tutt' 'e mumente ca quanno me sentevo triste currevo addu te.
Ma si, mo me vaco a fa' 'nu bicchiere 'e liquore, me fummo 'na sigaretta e po' te vengo a parla'.

Gennaro Agrillo
15.12.1982
22:35

Tutto ciò che ho scritto, "dalla notte dei tempi" (vedi Carmen B. e Annamaria E.) ad oggi, l'ho quasi sempre dedicato a delle ragazze.
Ma questo che segue è dedicato a Mario.
5.12.1982
21:20 

Cerca 'e nun cade' 'int' 'e stessi trappole addo' songo caduto io, amico mio. Nun fa' tutt' 'e strunzate c'aggio fatto io.
Songo 'e nove d' 'a sera, chi 'o sape che staje facenno. Penzo ca tu 'a vuo' bene e penzo ca pur'essa ne vo' a te.
Me n'hê parlato pe' tutt' 'a matenata mentre currevemo vicin' 'o mare.
M'hê ditto: "Caggia fa'?"
E che t'aggio 'a risponnere! Nun te pò da' cunsiglie chi ha pigliato nove pali. Spero ca tu nun 'e piglie. Spero ca tutto te va buono.
Songo 'e nove e 'nu quarto. C'hê fatto? Ce l'hê ditto? E Essa?
Mare, t'aggio sempe priato pe' me. Ma chesta vota te faccio 'na preghiera pe' Isso. E po' famme 'nu favore: quanno tutt'e duje se farranno 'a croce cu l'acqua 'e mare tu hê dicere "Io stongo ccà. Ve pruteggiarraggio. Ve sarraggio amico pe' sempe."

Gennaro Agrillo

P.S. A Mario dopo qualche tempo; quando tutto andò come lui sperava.

E si 'a pioggia
te 'nfunnesse
mentre puorte 'a serenata,
chitarra mia che facisse?
Tu restasse a suna';
me facisse cumpagnia!
Canta chitarra mia!
Dille ca nun t' 'a scuorde!
Staje 'nfosa,
ma staje cantanno.
Staje allera
e 'a staje chiammanno.
No ... nun s'affaccia:
nun s'affacciarrà maje.
E tu rimmane
chitarra mia;
te 'nfunne;
chiagne.

alle mie due chitarre e al mio banjo
-Oregon West Coast-
Gennaro Agrillo
8.10.1980

P.S.: "Lo strumento che più mi commuove è la chitarra. Ma deve essere suonata male" (Libero Bovio)

Un viaggio verso le Dolomiti mi ispirò una delle tante canzoni.

Febbraio 1982

Lasciando l'Oregon
mille ricordi vengono alla mia mente.
Le colline intorno la mia città
sorridevano alle stelle splendenti
ed il pullman correva
sulla strada per il Canada.
Ciao Oregon Ciao.
La lunga autostrada
mi porta in Canada.
Andando lontano da te
la luna brilla nel cielo
sulle montagne.
Ciao Oregon Ciao.
Notte sull'autostrada.
Intorno è buio.
Davanti a me ci sono mille miglia.
Neve sulle montagne.
Tra i pini il pullman corre
e una musica mi porta a te.

-Oregon West Coast-

A mio cugino Nicola nel giorno del suo diciottesimo compleanno.

'E primmavere passano e nuje ce facimmo cchiù viecchie!
Che ci vuoi fare, 'a vita è sempe 'a vita!
E passa un anno; ne passano due, tre, dieci, quindici, diciassette; poi ti decidi e bussi alla porta:
"E' permesso? Posso entrare?"
e una voce:
"Trase! Assiettete! E benvenuto in società!"
"Grazie!"
T'assiette, te piglie 'nu cafè, te fumme 'na sigaretta e poi ... - t'avissa credere che 'a società facesse qualche cosa? - ... po' t' 'o chiagne tu!

-Oregon West Coast-
Gennaro

Uno stralcio di poesia di Libero Bovio

N'aggio scritto canzone p' 'e stelle
dint' 'e ssere d'arraggio e currivo,
ma 'e canzone cchiù doce e cchiù belle
so' 'e canzone ca penzo e nun scrivo.

Oi chitarra c'aspiette 'na mana
ca turnasse 'sti corde a tenta'
nun 'o ssai ca sta sempe luntana
chi faceva 'sta voce canta'?
.............

Non respirare quest'odore di erba bruciata.
Non bruciare in questo fuoco di paglia.
Guardati intorno e la troverai:
è dovunque tu guardi, dovunque tu ascolti.

a Emanuela I.
Gennaro Agrillo


P.S.: "Come è brutto fare un bel sogno" (Libero Bovio)

Puortame 'ncopp' a 'n'isola
sperduta 'nmiezo 'o mare
suonno 'e 'na notte
che nun torna cchiù.
Puortame addo' pozzo sunna'
chilli juorni d'oro
'e speranze perdute
'nzieme all'onne.
Vola suonno 'e 'na notte
che nun torna cchiù.
Nuota appriesso a chell'onne
che nun vedarraggio cchiù.
Vola suonno 'e 'na notte.
Nuota appriesso a chell'onne.
Suonno, duje uocchie nire
sperdute 'nmiez' 'o mare
me guardano, me 'ncantano
ma nun tornano.
Guardateme sunnateme
cu chilli juorni d'oro
'e speranze perdute
'nzieme all'onne.

Gennaro Agrillo
-Oregon West Coast-
1981

Le onde si infrangono sulla scogliera.
Lontano una nave solca il mare.
Un viso segnato dalla stanchezza
ma che lascia intravedere la sua fierezza
guarda il mare (suo fratello maggiore).
"Vai Mummy Caroline!
Le onde ti salutano!
S'inchinano al tuo passaggio.
Vai Mummy Caroline!
I tuoi due figli ti sono accanto:
Io ed il Mare."
I gabbiani si levano in volo dalla spiaggia.
"Hanno avvistato la nave dello zio Ted."
Una chiacchierata con il nostromo
e ritorna in plancia per dare altre disposizioni.
"Vai Mummy Caroline!
Le onde ti salutano!
S'inchinano al tuo passaggio.
Vai Mummy Caroline!
I tuoi due figli ti sono accanto:
Io ed il Mare."

-Oregon West Coast-
Gennaro Agrillo
1979

Dio portami sulla strada giusta.
Non posso più camminare.
Sta diventando troppo alto,
troppo alto, per me, da scalare.
E' come se stessi guardando il muro.

Dio ricordami cosa sono.
Non posso più cantare.
L'oscurità sta calando.

Dio aiuta un tuo figlio, per favore.

-Oregon West Coast-
Gennaro Agrillo
1980

Da quanto tempo non canto per te.
Ricordi quando volevo partire per quel lungo viaggio?
Volevo conoscerti, volevo capirti.
Preparai la mia valigia. C'era tutto ciò che mi sarebbe potuto servire.
Perchè non l'ho fatto quel viaggio?
Mi sento in colpa con te.
Ti prego perdonami.
Vorrei cantarti per poter cominciare quel viaggio.
Dove sono quei tramonti e quelle albe che vedevo ogni giorno?
Quelle cose meravigliose non le vedo più.
Donamele di nuovo; vorrei sentirle come quel giorno quando volevo iniziare quel viaggio.
Ricordi le serenate fatte alle stelle? Erano per te e tu mi hai dato ciò che più desideravo.
Ora sono felice, ma tu dove sei vecchia città.
Lascia che io canti per la tua luce che mai potrà tramontare.

Gennaro Agrillo
-Oregon West Coast-
29.10.1987

Oggi, domenica, festa degli Ulivi, Cristo entra in Gerusalemme, portando in mano il ramoscello della pace. Oggi, buon lettore, si fa la pace. Vi è chi ha litigato con l'amico e chi con l'innamorata; vi è chi ha litigato con la persona indifferente, chi con quella che odia, chi con quella che ama di più; l'impiegato ha litigato con il suo capo d'ufficio, il marito con la moglie, l'artista ha detto molti improperi all'arte, lo scrittore si è accapigliato con la forma, il portinaio ha litigato col padrone di casa. Tutti sono in bizza con qualcuno. Ma oggi una fogliolina, un ramoscello d'olivo e la pace è fatta. Anch'io, ho litigato e da tanto tempo, con una carissima persona, mentre ho continuato ad amarla pienamente, nel segreto del cuore, mentre la sua assenza ha resa deserta e triste la mia casa, mentre la mancanza del suo alito soave, ha reso arido e secco come la pomice quanto ho scritto. Questa carissima persona, la Poesia, è da tempo che non vuole saperne di me, quando io la desidero ardentemente, e per orgoglio mi taccio. Oggi che l'orgoglio si smorza in una infinita tenerezza, voglio tentare di far la pace con la Poesia, mandandole una fogliolina di ulivo.
….