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Euro

 
Tutti gli europei, volenti o nolenti, dovranno abituarsi ad amare l’euro, “€”.
Nel momento in cui l'Europa si avvia ad avere una moneta unica, è importante guardare con attenzione al passato -che poi altro non e’ che lo specchio del futuro- al fine di osservare momenti simili che già si sono verificati nell’arco della storia dell’umanità.
Se provaste ad immaginare le ansie degli ateniesi al momento dell’introduzione dei “tetradrammi”, le paure dei corinzi alle prese con il “pegaso” e quelle dei romani dell’età imperiale aurea con il “denario”, di certo non sarebbero molto diverse da quelle odierne europee nei confronti dell’euro.
Il medioevo periodo non particolarmente brillante, per quello che ha significato la circolazione di nuove monete ha scritto pagine molto importanti.
Ed è proprio a quel periodo che dobbiamo il primo tentativo “unità monetaria”. L'Unione Latina nel 1865 tentò di creare un unico sistema di conto e di moneta tra la Francia, la Svizzera, il Belgio e l’Italia.
Osservare con spirito vichiano i “corsi e ricorsi monetari” esorta meglio a capire come un sistema di moneta unico giochi un ruolo fondamentale e decisivo per l’economia di paesi uniti tra loro, e per la vita di tutti i giorni di tutti dei cittadini europei.
Immaginate quando avremo “digerito” completamente l’euro, sarà bello potersi spostare in qualsiasi altra nazione europea e non avere problemi di alcuna sorta con le monete. 
Tutto questo presuppone chiaramente l’esistenza reale e fisica dell’euro. Ad oggi è stato adottato da 11 Stati membri: Belgio, Germania, Spagna, Francia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Austria, Portogallo e Finlandia, con la aggiunta dal 19 giugno 2001 della Grecia.
Quest’esistenza si visualizzerà agli occhi e si materializzerà al tatto a partire dal 1° gennaio 2002.
Purtroppo però gli italiani e gli irlandesi, al contrario di tutti gli altri europei, non potranno beneficiare della “ prealimentazione monetaria”, strumento concreto per facilitare la circolazione delle nuove monete e banconote. I dubbi e gli interrogativi, per la preclusione all’utilizzo di questo strumento, sono fortemente angoscianti.
Perché mai si è voluto, che non si avesse una conoscenza forte e preventiva riguardante un evento cosi’ importante come l’introduzione di una nuova moneta?.
La produzione di monete e banconote per le “zecche” di tutti gli Stati membri ad oggi risulta come priorità assoluta. 
La mole di lavoro da espletare è veramente notevole, infatti, dovranno essere coniate “ex-novo” 50,3 miliardi di monete e stampate 14,5 miliardi di banconote.
Per quanto riguarda la Zecca Italiana, la produzione di monete sarà particolarmente copiosa, durante l’anno in corso (ma se non dovesse riuscire a terminare potrà continuare fino a tutto il 2002) dovrà coniare 9,5 miliardi di pezzi. Questa montagna di monete peserà oltre 35000 tonnellate e per trasportarla ci vorranno 1500 tir.
Gli Stati membri hanno concordato che tra loro che ogni nazione batterà, presso la propria zecca, la moneta, solo gli amici lussemburghesi immigreranno in Olanda per avere la propria moneta.
Al fine di ottenere un’indiscussa qualità della moneta, tanti incontri e riunioni si sono tenute con svariate commissioni ed organismi preposti offrendo una particolare attenzione alle associazioni dei consumatori e a quelle dei non vedenti. Nella costruzione materiale delle banconote figurano fibre fluorescenti, filigrane ed elementi leggibili mediante apposite apparecchiature per garantire un riconoscimento attento e sicuro. 
A garantire tutti i controlli di qualità vigilano e operano gli attenti organi ispettivi della Banca Centrale Europea. 
Ma il mondo dei falsari, tenuto conto della rivoluzione epocale, e’ in febbrile attesa. Per questa precisa preoccupazione le Istituzioni Europee e gli Stati membri hanno intrapreso iniziative tendenti a scoraggiare questi fenomeni.
Risulta interessante pensare al lavoro preparatorio attraverso accordi stipulati già nel 1998 tra i rappresentanti della BCE, dell’Europol e dell’Interpol in merito ai rischi della contraffazione.
Nell’aprile del 1999 il Consiglio d’Europa ha incaricato espressamente l'Europol a “combattere” ogni tipo di falsificazione. Ed è doveroso, anche al fine di scoraggiare malintenzionati, citare la lungimirante decisione adottata nel maggio 2000, sempre da parte del Consiglio, di prevedere sanzioni efficaci comminando una pena detentiva di minimo otto anni ai falsari incappati nella maglia della Giustizia.
Comunque, per scoraggiare ulteriormente, e per avere un controllo capillare su tutto il territorio europeo, ogni Stato costruirà un centro nazionale di analisi delle monete “Coin National Analysis Centre”.
Dobbiamo essere dei “sostenitori morali” dell’euro; considerando le notevoli dimensioni “territoriali e commerciali” dei paesi in cui l’euro avrà corso legale, abbiamo ragionevoli certezze di ritenere che esso prestissimo sarà annoverato come un’importante valuta internazionale.
L’euro potrebbe essere - ma scaramanticamente forse sarebbe meglio non scriverlo- il “contraltare naturale” al dollaro in futuri scenari di scambi finanziari e commerciali fuori area dollaro-euro.
Una nuova moneta va anche aiutata a nascere, con convinzione e determinazione. Certamente si tratterà di un parto naturale (salvo complicazioni).
Anche in questo “campo” abbiamo una forte e salda cultura, allora la sfida non possiamo non raccoglierla.
Di Giuseppe Dimiccoli.