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“I tempi lunghi di Internet in Italia”. Di Giuseppe Dimiccoli

Analizzando tutti gli studi di settore riguardanti Internet - ammettendo con forti riserve di poter   circoscrivere - indicano che nei prossimi cinque anni questo fenomeno fortemente rivoluzionerà tutto il commercio mondiale.

Una sorta di reale globalizzazione commerciale, con i suoi molteplici effetti sulle abitudini di vita del consumatore e del commerciante, e non di meno sulla struttura interna ed esterna dell’occupazione e del sistema dei servizi.

Analizzando gli scenari prossimi del commercio elettronico, la rete, certamente assurgerà al ruolo centrale di elemento indispensabile per i rapporti tra le imprese commerciali (di qualsiasi natura e genere) creando il B2B "business to business". Folgorante la stima accertata dalla società americana Forrester Research che ha calcolato che per le imprese americane operanti su internet, il giro di affari che svilupperanno entro il 2002 sarà pari 2,3% del PIL americano, e questo numero crescerà fino a 5% nel 2005. Medesimo discorso può essere applicato, con le debite proporzioni economiche al mercato europeo.

Ma quello che maggiormente deve far riflettere, e far intravedere futuri scenari positivi in ambito commerciale, sono i settori come l’informatica, l’energia e i servizi multi mediali che andranno a rappresentare in termini di fatturato cifre comprese tra il 20 e il 60% del fatturato totale.

Questi dati però, senza creare inutili allarmismi, devono assolutamente mettere in guardia i nostri imprenditori e i nostri governanti a non temporeggiare nell'attuare politiche di coesione con questi nuovi scenari.

Purtroppo raffrontando i dati italiani con quelli degli altri paesi europei mostrano inequivocabilmente che segniamo il passo.

Molte sono le cause che concorrono a questo ritardo in primis l'esigua spesa in termini di sviluppo di tecnologie.

Raffrontando I dei mercati delle telecomunicazioni l’Italia si colloca molto indietro rispetto a Francia, Germania e Regno Unito, e se consideriamo la diffusione di Internet siamo all’ultimo posto nella scala dei paesi industrializzati.

A tutto questo si potrebbe porre rimedio attuando dei correttivi che in maniera incisiva “correggano” il nostro deficit ed in particolare azioni utili sarebbero:

·        Azzerare I costi economici che sbarrano l’accesso ad Internet e ad il suo utilizzo

·        Incentivare una cultura “ad hoc” riguardante l’alfabetizzazione informatica

·        Incentivare la capacita’ da parte delle pubbliche amministrazioni di offrire servizi,

·        Stanziare fondi per attuare una seria formazione in quest’ambito.