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Il capitale di rischio

  Il Parlamento Europeo nella sessione plenaria di Strasburgo ha approvato una risoluzione dal titolo "Il capitale di rischio: attuazione del Piano d'azione- Proposte per progredire".

Quest’approvazione “segue” la comunicazione dell'Esecutivo europeo relativa al capitale di rischio ed allo sviluppo del piano d’azione al riguardo.

La relazione, votata con larghissima maggioranza, pone l’accento di quanto in Europa la disponibilità di capitale di rischio, pur in aumento, sia ancora molto minore di rispetto a quella statunitense.

Nell’Unione europea, nell'anno 1998, sono stati destinati ad investimenti privati 20 miliardi di euro laddove il dato comparabile negli USA era pari a 80 miliardi di euro.

Particolarmente laboriosi gli studi e i fattori analizzati, infatti, dagli atti parlamentari e dalla discussione, molto tecnica e appassionata quella avvenuta in commissione economica prima di approdare in plenaria, da parte di tutti si e’ giunti a conclusione che per sviluppare il mercato occorre al piu’ presto armonizzare meglio la normativa e che si presentino delle proposte di regolamentazione sui fondi pensione integrativi e sulla loro tassazione.

Tali strumenti finanziari dovrebbero, infatti, consentire di promuovere gli investimenti in capitale di rischio.

In questo senso, si e’ ricordata l'opportunità di assicurare un quadro legislativo dei fondi pensionistici che consenta una reale libertà di investimento.

Molto lungimirante la raccomandazione di prevedere misure che consentano alle imprese di continuare ad operare anche nei momenti di crisi, come la moratoria sui debiti contratti senza frode od atti illegali e la necessità di offrire alle piccole imprese un'informazione qualitativamente migliore e facilmente disponibile sull'accesso al capitale di rischio.

I filoni principali su cui la risoluzione fonda la sua specificità’ possono sintetizzarsi in quattro punti principali:

·       lo sviluppo del capitale di rischio è essenziale per la creazione di posti di lavoro, poiché le PMI assorbono il 66% dell'occupazione, e un recente studio ha mostrato che una percentuale tra l'80 e il 90% dei fondi stanziati per capitale di rischio sono finalizzati alle assunzioni, divenendo a tutti gli effetti un "moltiplicatore dell'occupazione";

·       l'introduzione dell'Euro ha già condotto a una diversificazione dei portafogli d'investimento, sempre più oltre i propri confini nazionali;

·       la considerazione che il sistema di brevetto europeo è troppo complesso e dispendioso, così che due terzi delle PMI innovatrici europee non depositano brevetti;

·       un sistema di criteri per il finanziamento del capitale di rischio da parte della BEI (Banca Europea degli Investimenti), delle istituzioni pubbliche e delle banche pubbliche, in linea con gli obiettivi dei fondi strutturali (intensità occupazionale, sostenibilità, parità di opportunità per le donne);

Bruxelles 23-10-2000 Giuseppe Dimiccoli.

    dimgiu@ba.dada.it