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Pizziata incontro Lyon dal 25 al 27 maggio 2001

 

Incontro di Lione
25-27 maggio 2001

Venerdì 25 maggio

Tutti o quasi i partecipanti sono in viaggio, il gruppo più nutrito dal Belgio; Luigi, Marie Rose, Adina, Patrick e Emilia; Bodi e Teresa da Barcellona, Tonino, Sophie e Lucas da Digione, Mariano da Londra, Gianni e Carmelina da Ginevra, Vittorio e Cristina da Pordenone e Cèline da Parigi.

Arrivo in albergo quasi in contemporanea, comitato di accoglienza festoso e scoppiettante. Le presentazioni sono superflue.

La prima serata si svolge, molto esoticamente, in un ristorante italiano che rievoca nel nome il sito creato dal grande Don Luigi, Pasta Bella, dove troviamo pane, ovvero "pasta" per i nostri denti, nel senso che l'ambiente era esattamente quello che più ci conveniva, abbiamo avuto spazio a sufficienza per fare ammuina e divertirci senza dare fastidio. Inoltre c'era una cameriera molto simpatica che ha riscosso grande successo tra gli ospiti maschi ed il menù era quello tipico di una spaghettata tra vecchi amici, "vecchi" nel senso affettivo del termine! Dopo aver arruvutato la sala per adattarla alle nostre esigenze ed inzallanuto la bella cameriera nella scelta dei piatti, il gruppo, con la scusa dei vari brindisi: salute, cin-cin, alla Lista, a Napoli, ai presenti, agli assenti giustificati, ecc. ce simmo sculato o buttiglione 'e vino russo primm'e mangià!

La conversazione va avanti come se ci conoscessimo da sempre. Si rievocano argomenti della Lista, abbandoni, rientri, nuovi arrivati e le curiosità più o meno piccanti, nonché il fascino della nostra lingua, i modi di dire, i proverbi ed altro. Il tempo scorre via tra una battuta e l'altra, la compagnia è piacevolissima tant'è che decidiamo di trasferirci, dopo aver pagato il conto, nella hall dell'albergo per continuare a vivere questo momento speciale. La nota comica di questo momento ce la fa vivere Mariano quando ordina il suo cappuccino suscitando stupore, per non dire orrore generale.

A questo punto è Carmelina che apre le danze delle leccornie facendo omaggio ai presenti di specialità svizzere, distribuisce cioccolata a gògò tra il delirio dei golosi presenti e la frustrazione dei patiti della dieta, ma la serata vede il suo culmine quando Cristina e Vittorio sfoderano la loro arma segreta, un attacco tramato silenziosamente che dà il colpo di grazia alla sensibilità ed al palato della gaudente compagnia, una magnifica pastiera, sapientemente preparata da Cristina fa la sua apparizione, insieme ad una bottiglia di Strega, davanti alle bocche spalancate degli attoniti ed iperglicemici presenti!

Sabato 26 maggio

Sabato si presenta come una giornata intensa; la sveglia è mattiniera (o quasi!) e ci ritroviamo a colazione con grande entusiasmo per le mille attività che ci aspettano. Dopo varie attese finalmente si parte alla conquista della città sotto un bel sole che ci riscalda il cuore ed il fisico. Lione possiede una delle più moderne linee tranviarie d'Europa per cui la scelta è d'obbligo: si prende il tram! Ma la lentezza di apprendimento dell'uso della macchinetta distributrice di biglietti, insieme con il rapido arrivo del tram hanno fatto sì che solo un biglietto è stato acquistato prima di salire a bordo e tra risate e sfottò, nonché preoccupazione della sottoscritta si arriva a metà percorso, da dove si decide di continuare la traversata a piedi. In questo modo possiamo toccare con mano la città ed evitare eventuali figure di ...

Intonando in coro "Funiculì funiculà" ci dirigiamo verso la Funicolare dove Don Luigi si esibisce in una sceneggiata franco-napoletana nei riguardi delle macchinette dei biglietti (sempre loro!) che non sembravano voler cedere il loro prezioso contenuto e dopo bestemmie multilingue finalmente arriviamo a destinazione. La collina di Fourvière ci aspetta con la sua maestosa basilica di Notre-Dame ed il tranquillo giardino circostante; una breve visita e subito si cominciano ad avvertire i segni di stanchezza della categoria definita da Mariano dei fraceti e quindi una prima pausa al bar dei pellegrini…per restare in tema!

Dopo varie difficoltà di connessione telefonica Tonino riesce a sintonizzarsi con Cèline che ci raggiunge da Parigi. Il suo arrivo è stato provvidenziale in quanto ha risvegliato gli animi, specie quelli di alcuni componenti del gruppo, più della caffeina contenuta nella patetica tazza di caffè. Presentazioni, baci, abbracci e ancora una passeggiata nei dintorni in attesa del pranzo. Il ristorante è proprio accanto alla basilica quindi nessun problema per i fraceti né per coloro che soffrono il caldo in quanto la terrazza è coperta da fresche frasche e quindi ben ventilata. Qualche problema di comprensione con i camerieri ma non per problemi di lingua ma retaggio ancestrale nei riguardi dei gallici: si credono superiori, loro!

Per fortuna il pranzo accoglie il favore dei commensali altrimenti avremmo dichiarato guerra ai transalpini "incazzosi". Specialità regionali per tutti ma il caffè viene unanimemente rimandato ad una tappa successiva.

Ci dirigiamo, pancia piena, verso il Teatro romano, dove i resti ben conservati e restaurati di un magnifico anfiteatro vengono attualmente usati per rappresentazioni all'aperto; le gradinate saranno ricordate da alcuni partecipanti quasi come una tortura, vista la loro pendenza. Al di là del teatro il percorso sembra ormai facile per raggiungere il centro storico: così sembrava!!! Ci aspetta invece una discesa infinita di gradini e qui immaginatevi la reazione: omissis!

Arriviamo nel cuore del Vieux Lyon che con i suoi vicoli ricorda vagamente la nostra bella patria, tra negozi di artigianato, vecchie botteghe e bar tipici il gruppo si concede l'ennesima pausa caffè: vita da funzionari!

Successivamente il gruppetto dei fraceti ammutina e decide di rientrare in albergo per riposare, in attesa della focosa e lunga serata; mentre gli arzilli continuano il loro giro verso la Presqu'île con la piazza dei Terreux ovvero dell'Hôtel de Ville (il Municipio) davanti al quale si può ammirare la bellissima fontana equestre del XIX secolo che simbolizza i fiumi che raggiungono l'oceano; sulla stessa piazza si affaccia il Museo delle Belle Arti con il suo cortile e giardino a portici. La visita continua nei tipici cortili che incastrati l'uno dietro all'altro permettono di salire verso la Croix Rousse un quartiere una volta abitato da artigiani tessitori dove oggi resiste solo qualche coraggioso operatore armato di telaio computerizzato; il quartiere con le sue facciate, un tempo ricche ed opulente, mostra un velo di decadimento ma si apprezza ancora la sua unicità.

Gli arzilli ormai allo stremo concentrano le loro forze per riprendere la strada del ritorno e si avviano verso l'albergo a piedi, continuando la visita della zona commerciale.

La serata comincia con un ritardo sui tempi previsti e ciò comporta un rinvio dell'appuntamento in pizzeria. Questa volta raggiungiamo il locale in metropolitana, tanto per completare la rosa dei mezzi di trasporto, curiosità del metrò lionese è la guida automatica con grande effetto per i viaggiatori dei primi convogli. Raggiungiamo la fatidica pizzeria e qui, come già descritto dai miei compagni di viaggio, ci aspetta una rigida hostess che ci ordina letteralmente di allinearci su di un tappeto rosso ed appioppandoci in mano un bicchiere con l'aperitivo ci fa provare l'ebbrezza dei condannati a morte… arò sta mò! In attesa dell'assegnazione del tavolo, ormai la prenotazione era andata a farsi benedire, ci godiamo lo spettacolo di suoni e luci organizzato dal locale per alleviare le sofferenze degli ospiti in fila ma, puozzo passà nu uaio, ci hanno inflitto una sofferenza di gran lunga superiore inzallanendoci con una musica da discoteca assordante e fastidiosissima. Nel frattempo si libera un tavolo, veniamo scortati dal generale delle SS in gonnella fino ai nostri posti e guai a protestare rischiavamo l'esecuzione immediata… Lo spettacolo sulla piazza continuava e per non far sentire "isolati" le poche centinaia di avventori del locale i bravi organizzatori hanno pensato bene di collegare l'impianto di diffusione esterno con quello interno per cui nelle sale sembrava a dir poco un manicomio. Tant'è che per comunicare con Tonino, da un capo all'altro del tavolo, mi è toccato fare una chiamata internazionale dal cellulare!

E qui la serata prende piede anzi pancia in quanto le pizze, malgrado il loro aspetto poco casereccio vengono assaporate fin nei minimi dettagli, tranne in qualche caso.

La compagnia attira gli sguardi dei vicini di tavolo ed in particolare di due attempate ma "affamate" signore che vengono conquistate dal fascino latino del nostro Don Luigi il quale cerca di deviare il loro interesse verso Mariano che, a sua volta, non gli passa manco p'a capa e fa lo gnorri! Dolce, caffè e via a passeggiare nella città notturna. Vicoli animati, locali stracolmi di gente, strade illuminate da una luna piena ispirano i cantanti del gruppo che cominciano ad intonare canzoni nostrane a fronne 'e limone. Seguendo sempre le istruzioni di Mariano che da piccolo aveva velleità di guida turistica ma poi è stato bocciato all'esame di abilitazione, c'incamminiamo per un giro talmente largo e circolare che dopo qualche ora siamo passati di nuovo davanti alla pizzeria, e lo volevamo vattere accoratamente. Dopo vari tentativi di deviare la sua unica direzione, ad ogni incrocio diceva: sempre dritto!!! siamo finalmente riusciti a ritornare sui nostri passi, vero è che così abbiamo potuto ammirare la Lione by night ma dopo quello che abbiamo visto durante il giorno ce lo potevamo pure scansare il giro chilometrico notturno…! O no? Un tocco di fortuna ci ha permesso di acchiappare, al volo, l'ultimo autobus dal centro che portava direttamente davanti all'albergo, per la gioia delle nostre estremità.

Sarà stata la stanchezza, sarà stato l'entusiasmo quasi adolescenziale della situazione, sarà stato il pensiero che i momenti insieme volgevano quasi al termine insomma ci siamo fermati di nuovo nella hall dell'albergo, per la gioia del portiere di notte che memore della serata precedente gli si sono raddrizzati i pochi capelli. Ed è stata la volta delle specialità di Digione, il nostro carissimo Tonino aveva fatto un voto, "Se vengo a Lione, aveva detto tempo addietro, mi porto in giro nello zainetto tutta la giornata tre bottiglie di champagne, un vasetto di mostarda, biscotti, confetti e quant'altro trovo nei negozi, e così ha fatto. Il suo gesto è stato degno di un vero martire della golosità. Quando ormai il voto era terminato ha distribuito ai presenti le bontà di casa sua, lo ringraziamo tutti per la difficile prova e per l'omaggio.

Domenica 27 maggio

Risveglio amaro, la notizia della scomparsa della madre di Patrick gela il nostro entusiasmo. Con un groppo in gola ci accomiatiamo diligentemente.

Saluti, baci, abbracci e promesse per il futuro incontro danno vita al triste momento. Ci ritroveremo tutti insieme a Napoli, a Barcellona o altrove?

Emilia, 11.06.2001