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Pizziata Napoli 8 Settembre  2001

 
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Annika, Alex, Maurizio e Silvana Ida, Umberto e Silvana Céline e Leonardo
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Carmine e Lucia Carmine e Lucia Maria Luisa e Cecilio
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Scugnizzo e Maria Luisa

Il caffè a  Santa Lucia

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Bodi Maurizio Alex, Scugnizzo, Annika, Céline e Bodi
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Annika

 

Il 8 settembre ’01 Nei quartieri spagnoli alla pizzeria “Sette Soldi” a Napoli

 

Teoremi, poesie. Spagnolo, francese, napoletano, svedese. A destra ho Alex, a sinistra Bodi e di fronte Scugni’. Un cameriere che corre. Stiamo stretti,  stretti. Un tavolo per dodici, siamo in sedici. 

 “Per favore, ci porti un altro bicchiere.” Il cameriere corre.  “Ma qui manca un coltello ed una forchetta!” “Scusi, mi porta un coltello ed una forchetta, per favore.”   Il cameriere ci da uno sguardo, ma corre. “Uè, non fa arrabbiare il cameriere, che ci butta fuori.”  

“Mangiamo in turni?” “Alex, se metto il piatto qua, c’è la fai?”  “Bodi, ma ti manca la forchetta?” “Si, ho solo un coltello.” “Chiediamo un altra allora.” “Ma Scugni’ ha soltanto una forchetta!” “Scusi, ci porta un altro coltello ed una forchetta, per favore.” Ormai, rassegnato, il cameriere corre per accontentarci. 

“Una volta ho visitato la Russia, lì tutto va in corsa, la metropolitana, le macchine, i camerieri. Toccava tenere il piatto stretto, stretto se no spariva quando passava un cameriere. ” “Sai perché?” “No.” “In Russia gli mancano piatti.” 

“Che formaggio è sopra ‘sta pizza?” “Parmigiano.”  “A ess piace soltant’ ò rumàn’. ‘A mètt’ ‘ncòppa tùtto, maccarùne, spavètte, fettuccèlle.”  “Si, perché a me piace il Pecorino.” “Qui fa caldo!” “Ma c’è l’aria condizionata.” “In che condizione sta?”  

Il cameriere corre, toglie via i piatti. “Hai fatto in tempo di finire?” “Appena!” “Ma stiamo in Russia?” “No, ma gli mancano i piatti!” 

“Stasera si canta!” “Qui? No, non si può.” “Come non si può? Chi vuole canta’, canta.” “Non si può canta’ qui dentro.” “Allora cantiamo fuori, per strada!” Usciamo dalla pizzeria, camminiamo in direzione di Piazza Plebiscito. Due stranieri che cantano, il resto del gruppo; silenzio. “Uè, che napoletani siete?! Non cantate?” “Che vergogna!”  

Al Gambrinus, un caffè e acqua. Gianni al telefonino di Scugni’. Il cellulare passa da uno all’altro. “Ora manca soltanto che lo passiamo al sindaco di Napoli.”  

Quasi mezzanotte a Piazza del Plebiscito. Saluti, abbracci e baci. Il gruppo diminuisce e rimaniamo  solo in sei. Tre napoletani, una francese, un spagnolo ed una svedese.

Squilla un cellulare. “Pronto.” “Annika, sono Vince.” “Vince, che bella sorpresa, come stai?” “Io bene, dove state, nella pizzeria?” “No stiamo a piazza Plebiscito.” “Ragazzi, è Vince’ in Australia!.” Tutti in coro:” CIAO VINCE!!” “Annika, Scugni’ sta lì con te?” “Si aspetta.” “Uè, Vincenooone, come và?” Fanno due chiacchiere e ripassa il telefonino. “Annika, salutami Napoli!” “Non mancherò Vince.” “Ci sentiamo, ciao!” “Ciao Vince a presto.”  

Facciamo due passi per trovare un bar dove ci si può sedere, bere qualcosa e fare due chiacchiere in pace. “Andiamo più giù, qui c’è troppa folla.” “Alex, ma c’è un altro bar?” “Non so, non vengo spesso in questa parte della città.” “Per dire la verità neanch’io” “Si, che c’è un bar.” “Ah, si vede che Maurizio viene spesso in questa parte della città.” “Oppure ha una buona memoria.” 

Arrivati al bar. “Ci sediamo fuori?” “Si, fuori.” Aspettiamo ed aspettiamo, non viene nessuno. “Beh, qui i camerieri non corrono.” “’N do’ sta’?” “Eccolo!” “Desiderate?” “Per incominciare; ACQUA!” Gli altri in coro:”PER INCOMINCIARE?!” “Eh si. Ho una sete! Cosa avevano messo dentro la pizza?” “Uè, Annika, e pe’ continua’, pe scicònno, ccuntòrno….?” Il cameriere tranquillo:  “E per continuare, signora, cosa desidera?” Ognuno ordina: Coca, la menta, Limoncello, l’aranciata, Cuba Libre e per Scugni’, il solito caffè. 

“In Svezia ‘o portàt’ co’ me ‘a macchinett’ e ‘o ccafè Kimbo.” “In tutti i posti ha insistito di ordinare l’espresso, anche se dicevo che in Svezia non lo sanno fare.” “Adderettùra mi hann’ pe’ffino portat’ ‘a ciucculàta quànno ordinò ‘o ccafè!” “Il caffè buono non si trova fuori Napoli. Neanche a Roma lo sanno fare.” “A Barcellona non si trova un bar dove sanno fare il caffè buono, perciò ho comprato una macchina di marca Lavazza per l’ufficio. Adesso tutti vengono in ufficio per prendersi il caffè.”  

“Sentite, possiamo fare un’altra pizziata la prossima settimana? Che dite di giovedì il 13?” “Bene, benissimo.” “Ma dobbiamo per forza mangiare la pizza?” “NO!” “Allora possiamo andare alla Figlia do Marinaro in via Foria, che dite?” Decidiamo di vederci il giovedì ore 21. 

“Ragazzi, Celine è stanca, ha caminato tutto il giorno in giro per Napoli. Vogliamo andare?”  “Si, è tardi.” “Chiamo un taxi.” Arriva il taxi abbracci e baci. “Ci vediamo giovedì!” “Notte!” 

Rimasti in quattro torniamo verso via Roma, attraversiamo Piazza Plebiscito, ormai quasi vuota. E’ una bella notte. Arrivati quasi a Piazza Augusteo ci salutiamo, abbracci e baci. Contenti di sapere che ci saremmo rivisti a breve ci salutiamo.