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Pseuda Pizziata di Faenza 30/09/2001

Resoconto di Vittorio

 

Atto Primo

Scena prima – Interno camera da letto.  
Scetate Lucarie’ ca songh e’ nove, Lucarie’ sce……  
ops.. scusate ho sbagliato commedia. Ricominciamo da capo.

Cristina scetate che songh e’ sei che tra poco ci aspetta un lungo viaggio per raggiungere gli amici Faentini per la grande pseudo-pizziata organizzata dal grande amico Sergiolone nominato a furor di popolo “O’ mast’è fest del nord-Italia”.

Poi ho dovuto buttare giù dal letto (ore 6) la figliolanza perché mi hanno concesso il grande onore di venire anche loro a Faenza.

Alle ore 7.00 circa ero già in macchina alla volta della Romagna. Il viaggio è andato abbastanza bene, anche se una pioggerellina insistente mi faceva presagire una Faenza immersa nell’acqua. (Cosa che poi, fortunatamente, non c’è stata).

All’uscita dell’autostrada ho telefonato a Sergio che, prontamente e in batter d’occhio, è venuto a recuperarci sul luogo dell’appuntamento.

Arrivati a casa abbiamo conosciuto per primi gli amici Luciano con la sua gentile signora Gianna e la Silvana che, da buona pseudo-padrone di casa (ospite di Sergio) ha preso il comando della situazione, sarebbe a dire la scrivania di Sergio dove c’è il Computer e dove ,il medesimo, ci allieta ogni sera con la sua arguzia e la sua simpatia. Di Leandro e signora, fino a quel momento, nessuna notizia. Prontamente l’amoroso e premuroso fratello gli ha telefonato e ha ricevuto la notizia che il fratellino era a pochi Km. di distanza. Per me la telefonata è stata inutile, infatti, secondo me, bastava affacciarsi alla finestra e se si vedevano all’orizzonte gli sbuffi di fumo di una ciminiera in piena attività questi non era che Leandro con la sua immancabile sigaretta in bocca.

Anche con l’amico Leandro la presentazione è stata molto cordiale, è, come tutti gli altri un simpaticone e un grande amico.

Mentre si approfondivano le conoscenze, la Cristina sfornava caffè a tambur battente che quasi mi sembrava di essere al Caffè Mexico alla Ferrovia.

A questo punto Sergio, da buon organizzatore (pe’ me’ vuole imitare Emilia di Bruxelles) ha cominciato a fare l’appello dei presenti.  

Sergio e Cri --Presenti (e non poteva essere meno dato che stiamo a casa loro)

Silvana --Presente (per non fare tardi – mitica puntualità partenopea- era arrivata venerdì tardo pomeriggio).

Luciano e Gianna - Presenti

Vitorio Cristina e due proli - Presenti (il gruppo più numeroso)

Leandro e Concetta – Presenti (gli ultimi arrivati).

Linda – Vampyrella – Assente giustificata. Sta’ con la febbre. In questo momento tene na’ supposta in mano e si sta’ domandando “E mo sta’

Marina – Assente ingiustificata. La prossima volta dovrà essere accompagnata da un bel cavaliere che le deve giustificare il pacco e contropaccotto che ci ha dato oggi.

Mariarosaria - Assente - Missing "chi l'ha vista??  

A questo punto la gentile poetessa Silvana ci ha deliziato di un bellissimo regalo. Un libro, con annesso CD, di sue belle e splendide poesie con relativa dedica personalizzata. Tutti abbiamo gradito il gentile omaggio e abbiamo ringraziato la simpatica amica-poetessa.

Presenti virtuali erano Bodi e Don Luigi che sono stati gli unici che ci hanno espresso il loro desiderio di stare con noi ma, per ragioni indipendenti dallo loro volontà, non hanno potuto venire. Cari Bodi e Luigi non vi preoccupate che c’erano anche due posti vuoti per voi e il contenuto dei vostri piatti è stato diviso equamente fra tutti i partecipanti al desco.

Ad una certa ora, causa brontoli dei nostri stomaci, siamo usciti di casa per raggiungere la pseudo-pizzeria. Ma prima Sergio, da cicerone ben preparato della storia faentina, ci ha portato a fare un ampio giro turistico del centro storico di questa ridente località. Le spiegazione sono state abbastanza esaustive. Sergio, hai un futuro assicurato, se dovessero esserci crisi nel mondo dei “scupilli delle mazze da scopa” tieni un mestiere assicurato.

Alla decimo monumento le pance di tutto il gruppo hanno cominciato ad emettere dei brontolii che non presagivano niente di buono. Allora Sergio, giusto per tacitare i sordidi brontolii, ci ha portati un Bar del centro dove abbiamo pregustato un buon frizzantino, giusto per aprire la strada alle cose buone che sarebbero venute poi. A Questo punto abbiamo fatto il primo brindisi, con relativa telefonatina, a Bodi. Il secondo brindisi è stato in onore di Don Luigi e, a scalare, a tutti gli altri assenti della lista. E via di corsa verso il luogo delle libagioni. Il luogo convenuto, la cosiddetta pseduo-pizzeria, era uno splendido agriturismo circondato da un ampio giardino.

Una volta entrati ci hanno indicato il primo tavolo a destra, ma qui c’è stato il panico generale. Sul tavolo non c’era il nobile nome dalla fam. Fiore, ma un nome qualsiasi. Vuoi vedere che il caro amico Sergio ha sbagliato il giorno? Abbiamo pensato all’unisono. Invece no!! Da perfetta organizzazione nordica il tavolo era prenotato per le ore 13.30 e noi, da buon napoletani, non abbiamo badato a certe piccole variazioni (eravamo addirittura con 20 minuti di anticipo!!!!). Quindi, in attesa che scattassero le fatidiche ore 13.30, abbiamo fatto una piccola passeggiatina nel giardino antistante il ristorante. Là abbiamo notato un pseudo-carretto siciliano affiancato da una catasta di legna. E a questo punto i ricordi giovanili hanno preso il sopravvento. Infatti abbiamo organizzato una partita di “A mazza e pivezo”. Sergio, che stranamente non conosceva il gioco, con il culo che si ritrovano chi fa una un gioco per la prima volta ha colpito il pivezo al primo tentativo, io al secondo e invece Lenadro, scuorno suojo, su tre tentativi non ha colpito neanche una volta il pivezo, ma devo dire che si è riscattato facendo una magistrale descrizione dettagliata delle regole del gioco.

Finalmente l’ora X è scattata e tutti abbiamo accaparrato i migliori posti a tavola.

Ecco il menu.

Antipasto misto con crostini vari ai ferri e tra i quali primeggiavano degli involtini di prosciutto.

Tris di primi (ottimi e abbondanti) Tortelloni-Tagliatelle e un altro tipo di pasta (leggermente piccante) di cui non ricordo il nome.

 Grigliata mista di carne Tra cui il maggior successo ha avuto il castrato di agnello (ogni riferimento alle persone presenti è puramente causale).

Patate fritte e al forno

Il tutto era allegramente bagnato con un buon vino rosso di Romagna (credo San Giovese).

Un caffè ristoratore ha concluso questo abbondante e gradito pranzo.

Devo dire che, chi più e chi meno, siete stati tutti nominati durante le gozzoviglie.

Abbiamo parlato bene o male di voi?? E chi ve lo dirà mai. Un’altra volta siate anche voi presenti e il vostro desiderio verrà esaudito.

Al momento finale (quando s’aveva pava’) c’è stato un fuggi fuggi generale, chi fischiettava, chi fumava, chi, con la scusa del vino bevuto, ha fatto una corsa in…. gabinetto.

In poche parole Sergio, intestatario del tavolo, ha pagato per tutti.

Noi tutti, con una piccola votazione democratica, volevamo lasciare le cose così come stavano, ma (simm’ troppo buoni) ci siamo fatti prendere dagli scrupoli (sai quanti scupilli che aveva vennere il caro Sergio per recuperare il soldi del pranzo) e da bravi cittadini abbiamo versato il nostro bravo obolo direttamente nelle mani dell’interessato.

Il pomeriggio, in attesa della partenza generale, siamo tornati nella piazza del Municipio ad assistere all’apertura del forno (non di pizze – purtroppo - ) delle ceramiche. In poche parole la mattina c’era stata una gara fra artigiani ceramisti e le loro opere, dopo essere state cotte nel predetto forno, venivano messe all’asta il pomeriggio. Ad un certo punto è stata presentata una “mummarella” gigante fatta da un artista napoletano. Leandro con sprezzo del pericolo prima ha offerto 20.000 lire poi 30.000, ma nu fetente e’ Faentino ha offerto nientepopodimenoche L. 40.000= per quella mummarella gigante. A questo punto Leandro ha pensato “e io cu’ 40.000 lire sai quante mummarelle m’accatto a Napoli” e ha desistito, nonostante i nostri incitamenti, a rilanciare di più.

A questo punto la stanchezza ha preso il sopravvento e all’unanimità abbiamo deciso che era venuto il momento di sciogliere le righe e di finire la giornata.

Ci siamo salutati con vera commozione e ci siamo augurati di trascorrere, in un prossimo futuro, un'altra giornata con identica simpatia.

Quando ad un prossimo incontro?

Chi lo sa??

Spero presto.

Vittorio, Cristina, Giuseppe ed Adriano (i due pazienti proli).