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Vittorio Calascibetta

Versi Prosastici

Raccolta di poesie edite e inedite

in lingua italiana e vernacolo napoletano 

  La storia dell’uomo è appena 
una breve vicenda dell’eternità.

V. Calascibetta

RECENSIONI

 "ROSE SPINOSE"- Raccolta di versi sciolti - Di Natale Editore -1964 -pag. 90 - £ 750. 

     In una nitida ed elegante veste tipografica, il noto poeta Vittorio Calascibetta ha pubblicato una raccolta di liriche in lingua italiana e in vernacolo, sotto il titolo <Rose Spinose>.
    
Da ogni componimento scaturisce, come sorgiva d'acqua cristallina, la ispirazione, soffusa di un austero idealismo.
    
L'intimo "pathos" si espande nel campo visivo del lettore, mentre l’armonia del ritmo aleggia verso un avvenire migliore per il genere umano, sofferente e privo di pace.
    
Lo stile, la sostanza concettiva, l'afflato passionale, l'evocazione di figure vive o irreali commuovono il cuore e l'intelletto.
    
Il cantore, senza orpelli e lungi dalle pedestri espressioni, trae arpeggi  e cadenze mirabili da ogni corda della propria lyra, penetrando ben degnamente nel tempio dell'Arte, donde si irradiano nel mondo splendori e iridescenze inestinguibili. La fioritura linguistica rende peculiari le virtù metriche e le pittoriche sfumature che Vittorio Calascibetta ha profuso nel suo encomiabile libro.
    
Ed è giusto che a questo autentico poeta vadano i più fervidi auguri, accompagnati dal classico motto <Ad majora!>.

Napoli,15/04/67
Egidio  Cipressi

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  "LUMI"- Raccolta in volume di poesie - Gabrieli Editore - Roma -1983-  Pag. 40 - £ 4.000 

     Quando viene l'occasione di  presentare un nuovo poeta,  si avverte un senso di ansia e di perplessità insieme, dovute a quella vaga previsione dell'indeterminato che accoglie i dati dell'anima di un uomo, così aperto ad offrire i frutti di un suo sogno segreto: forse con la fiducia di indicare una nuova luce: quella stessa che arde nella sua mente e che vede  probabilmente ardere al centro dell'universo.    
    
E così, questa ansia si dissolve alla sola certezza che ogni  verso, facendosi atto in quella libera espressione di coscienza, schietta, simile ad acqua di fonte nascente dal cuore delle rocce, giunga al lettore quale remoto desiderio di purificazione del nostro "io", nell’armonia coll'altro e col tutto, ove si realizza il sensibile tentativo di lanciare un granello, allo sforzo del mondo, nella sua opera di perfezione dei sentimenti e di tensione verso un equilibrio, o giustizia, fra le cose dell'uomo.
    
Questo Editore, ritenendo il tessuto della vita un mostruoso ed affascinante ricamo di chi e di quanti sanno amare e odiare, con la convinzione che ogni azione e pensiero  lasci un riflesso, una impronta o una condizione nella  immensa costruzione dell'evoluzione della nostra specie, introduce questa poesia in quanto ne rappresenta un punto dell'incandescente ed arcana struttura.                                                                                         

Roma, marzo 1983
L'Editore

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 Dalla Rivista di Cultura "TELEUROPA" n.12 - Roma - dicembre 1983. A pag.10 una critica sul volume di poesie "Lumi".       

     Una sorta di visione apocalittica, priva di eloquenza ma ricca al contrario di amore per le bellezze di un mondo in pericolo, è la caratteristica di questi versi che Vittorio Calascibetta -poeta e narratore raffinato- raccoglie nel volumetto <LUMI>, edito in Roma da Gabrieli ed illustrato da pittori insigni come, fra gli altri, Omiccioli. Questa particolare cura s'addice a una raccolta di poesie ispirate da presagi e speranze che misurano dall'alto i  passi dell'uomo e il suo destino, nulla concedendo all'illusione, poichè "quando si ottenebreranno / gli orizzonti delle usurpazioni,  /ed il suolo avrà bevuto avidamente /la linfa di molta gente, /il sipario calerà impietoso /sulla tragedia delle nazioni estinte, "e tuttavia quando "il sole splenderà sulla giustizia /monda di catene, /allora il capitolo umano /traccerà schemi di civiltà cosmica".
    
Questo il dilemma umano fra distruzione e salvezza, misurato e contenuto nella poetica di Vittorio Calascibetta.     

Marcello Petri 

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Dalla Rivista Artistico-Letteraria "IL TORCHIO" n.7 agosto 1984 -  A pag.13 una critica sul volume di poesie "Lumi".                     

      L'analisi critica di una raccolta poetica è un compito non sempre facile, soprattutto quando si tratta di leggere e interpretare l'opera di un letterato-artista di poliedrica cultura  e di  profondo sentire come è nel caso di Vittorio Calascibetta, anche scrittore e pittore chiarissimo, che non esitiamo a  definire  il  poeta del pensiero, pensiero inteso come libertà suprema e valore prezioso che rende l'uomo libero, capace di porsi al di sopra delle parti e trasmettere un messaggio di speranza ai "fratelli" che costituiscono l'umanità e nello stesso tempo un  "monito"  a coloro che ne guidano le sorti.
    
Dalla lettura dei versi si evince l'idea dell'amore, considerato dal poeta come unico sentimento che può rendere bella e vivibile la vita; l'unico valore sicuro che può far dimenticare all'uomo i suoi egoismi, i suoi razzismi e condurlo, quando n'è pervaso, ad una esistenza suprema.
    
A simbolo di ciò potremmo prendere la  lirica < La luce del pensiero >, un canto profondo e significativo che sublimando questo nobile sentimento ne fissa, nell'ultimo verso, l'eterno valore: "..Dagli universi tesi, /d'un sol clamore empiendone gli spazi/ un'eco alfin risponde:/ D'Amore ne hai ben donde/ ch'alluma il tuo sentiero./ E' luce del Pensiero.."
    
Continuando il filo logico della sua poetica, Vittorio Calascibetta, in  < Lo sguardo del cieco > ci dipinge un quadro simboleggiante la cecità simile a quella di chi in questo mondo non riesce a vedere le bellezze che solo attraverso gli occhi  dell'Amore si rendono visibili: E tu/ che aneli constatar con la privata luce/ questa oscurità che ci avvolge;/ Tu che rimirar vorresti quel  mondo/ che il tuo  amore  ha soffuso di poesia,/ non offuscarlo nella speme./ Perché ciò che io  vedo  con  meschinità/ sublime appare a te e grande,/ grande come agli occhi di Dio".
    
Quindi per Calascibetta il tutto dell'universo confluisce in Dio, ed è talmente forte il suo sentimento religioso che persino la morte viene vista come liberazione e come forza positiva capace di dare la pace immortale e l'accesso al regno della divina armonia.
    
Il tema esistenziale nelle sue liriche viene adattato con un  linguaggio ed uno stile poetico che lo rende sempre immediatamente percepibile ed assimilabile al lettore. La classicità e la ridondanza dei versi, alcuni  fanno tornare alla mente lo stile dannunziano, non costituiscono un limite, anzi rappresentano il coronamento e la sublimazione dei  sentimenti puri di un
poeta puro e limpido come pure e limpide sono le  vicende espresse dal suo acceso lirismo.

Roma, agosto 1984
Rita Fabretti

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 Dal volume di poesie "PRESENZE POETICHE"- Antologia critica di autori italiani - Carello Editore in Catanzaro -1991- pag.171 - £ 36.000      
    
Scrittore, poeta, pittore, Vittorio Calascibetta compie la propria evoluzione d'arte e di pensiero elevandosi ad una poesia ricca di motivi  interiori.
    
Pensiero e fantasia, sensibilità ed immaginazione danno vita ai suoi versi concettosi e schietti.

Catanzaro, marzo 1991
Saverio Natale
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